BIO-SCRUB: CHE PASSIONE!

Nell’era della svolta bio, anche il mondo cosmetico ridisegna i propri “canoni di bellezza”, a partire dai microgranuli degli scrub!

imagehub/Shutterstock.com Licence to Davines S.p.a.
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Nell’era della svolta bio, anche il mondo cosmetico ridisegna i propri “canoni di bellezza”, rispondendo ad una crescente necessità di responsabilità verso la sicurezza della persona e dell’ambiente che ci circonda. E’ così che prende forma una vera e propria evoluzione formulativa, che mira a liberare i prodotti beauty da tutti quegli ingredienti che proprio “buoni” non sono.

C’è una new entry nella lista di elementi da “bollino rosso”: si tratta dei microgranuli degli scrub.

Esfoliante, purificante e rinnovante, lo scrub è un prezioso alleato per la bellezza della nostra pelle, in grado di renderla luminosa e setosa, oltre che prepararla a ricevere i prodotti successivi, ottimizzandone quindi la performance.

Ma di cosa sono fatti quei “pallini” colorati che massaggiano la nostra pelle?

Noti anche come microbeads, i microgranuli esfolianti sono messi ora in discussione, in quanto costituiti da polietilene non biodegradabile, ovvero plastica, che dalla nostra doccia arriva ad inquinare le acque di laghi, mari e fiumi.

Mentre le associazioni internazionali dell’industria cosmetica, come la Cosmetics Europe, si impegnano per interrompere l’uso dei microbeads nei prodotti cosmetici entro i prossimi anni, è in realtà già possibile scegliere esfolianti sostenibili. Polvere di silice, granuli di jojoba, semi di chia, noccioli di frutta e sale marino sono infatti solo alcune delle alternative ai microgranuli di plastica.

In [ comfort zone ] abbiamo già fatto la nostra scelta!